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Visualizzazione dei post con l'etichetta 4 Dicembre

Referendum costituzionale: io voto NO

Chi ha letto i post precedenti già conosce il mio orientamento. Il mio è un NO convinto e adesso provo a dare una spiegazione completa, con qualche commento che prima non ho inserito perché erano solo dei post parziali, mentre adesso esprimo un giudizio nella sua totalità. È mia opinione che con questa riforma si riduce la democraticità delle istituzioni da diversi punti di vista. In primo luogo avremo un Senato non eletto a suffragio universale, ma sarà composto da consiglieri regionali e Sindaci. Che poi questi non sapranno se stare al Comune o a Roma e verranno criticati per le loro assenze. Secondo logica, inoltre, un Senato composto da esponenti di enti locali si dovrebbe occupare solo di enti locali, ma invece potranno incidere sulle riforme costituzionali e politiche dell’UE, alla pari dei deputati eletti, che poco hanno a che fare con la carica regionale. Un altro passo indietro sulla democraticità delle istituzioni è stato fatto con la riforma delle competenze tra S...

Referendum costituzionale: elezione organi di garanzia

Cambiando poteri e composizione del Senato, è naturale modificare anche il metodo di elezione del Presidente della Repubblica e dei giudici della Corte Costituzionale. Presidente della Repubblica . Attualmente, viene eletto dal Parlamento in seduta comune integrato da 59 delegati regionali. Per essere eletto bisogna ottenere 2/3 dei consensi per i tre turni, mentre successivamente occorre la maggioranza assoluta. Con la riforma, vengono eliminati i delegati regionali visto che di fatto il Senato è composto da delegati regionali, mentre per l'elezione occorrono 2/3 per i primi tre turni, 3/5 fino al sesto e 3/5 dei votanti dal settimo. Corte Costituzionale. Attualmente il Parlamento in seduta comune elegge 5 giudici, mentre con la riforma 3 sarebbero eletti dalla Camera dei Deputati e 2 dal Senato.

Referendum costituzionale: strumenti di democrazia diretta

La riforma costituzionale porta delle modifiche anche agli strumenti di democrazia diretta quali la legge di iniziativa popolare e il referendum abrogativo. Legge di iniziativa popolare. Attualmente si può proporre una legge raccogliendo 50.000 firme, ma non c'è nessuna garanzia che venga esaminata dal Parlamento. Con la riforma si aumenta il numero di firme necessario passando da 50.000 a 150.000, ma si demanda ai regolamenti delle camere la garanzia dei tempi di discussione in aula. Insomma, da una parte di dà e dall'altra si toglie...anche perché non è detto che le modifiche ai regolamenti parlamentari ci saranno. Referendum abrogativo. Attualmente se ne può proporre uno raccogliendo 500.000 firme. La legge viene abrogata se vanno alle urne il 50% + 1 degli aventi diritto e se sono favorevoli il 50% + 1 di chi è andato a votare. Con la riforma, oltre al metodo appena accennato, si possono raccogliere 800.000 firme e il referendum potrà essere valido se si reca alle u...

Referendum costituzionale: Cnel, province e costi

Per i sostenitori del SI questi sono dei punti chiave, ma andiamo per ordine. Il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL) è un organo consultivo del Parlamento e delle Regioni e ha potere di iniziativa legislativa nelle materie di propria competenza. Visto che durante la sua vita non ha prodotto molto, essa sembra essere più uno spreco che una risorsa e pertanto la sua abolizione è una cosa positiva. La riforma toglie qualsiasi rifermento alle province che pertanto sono abolite. Questo è un punto su cui bisogna andar cauti. Sembra ragionevole eliminare un livello di governo per ridurre i costi, anche perché spesso non si ha contezza di ciò che fanno questi enti. Purtroppo però noi siciliano sappiamo che la questione non è di facile soluzione. Crocetta ha tolto le province ma introdotto i liberi consorzi con conseguente incertezza sulle competenze e soprattutto sulle risorse a disposizione per le materie prima ricadenti sotto il potere delle province. A ciò agg...

Referendum costituzionale: gli effetti dell'Italicum

La coerenza tra architettura costituzionale delle istituzioni e legge elettorale è ciò che dovrebbe assicurare il giusto equilibrio tra democraticità e governabilità . Per questa ragione ho deciso di includere un commento sulla legge elettorale denominata Italicum in questa rubrica che riguarda il referendum costituzionale. E' giusto capire, a mio parere, quale sarebbe la conseguenza congiunta delle due riforme approvate da poco e che vanno di pari passo essendo l'una (l'Italicum) corollario dell'altra (riforma costituzionale). Attualmente i deputati e senatori sono eletti con suffragio universale diretto. In teoria, perché con la vecchia legge elettorale ci siamo trovati le liste bloccate senza possibilità di scelta dei singoli candidati. Basterebbe introdurre le preferenze per fare un grosso balzo in avanti in termini di democraticità. Per quanto riguarda la governabilità, questa legge non permette facilmente allo stato attuale di formare maggioranze precostituite...

Referendum costituzionale: ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni

Attualmente ci sono materie di competenza statale, regionale e concorrente tra stato e regioni . Per queste ultime materie, ciò vuol dire che lo Stato emana delle leggi che le regioni possono integrare e completare. L'attuale ripartizione è questa: “Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l'Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea; b) immigrazione; c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose; d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi; e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie; f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo; g) ordinamento e org...

Referendum costituzionale: l'iter legislativo

Essendo cambiati poteri dei due rami del Parlamento ( clicca qui ), ovviamente anche l'iter legislativo, e cioè il procedimento di formazione delle leggi, viene intaccato dalla riforma costituzionale. L'iter legislativo oggi: una proposta per diventare legge deve essere approvata da entrambe le camere. Ciò vuol dire che se una camera modifica la proposta allora questa deve essere riapprovata dall'altra camera. L'iter legislativo con la riforma: le due camere continuano ad approvare le stesse proposte solo per le seguenti materie:revisione costituzionale e leggi costituzionali, raccordo con l'Unione Europea, tutela delle minoranze linguistiche, referendum, ordinamento funzioni e legislazione elettorale di comuni e città metropolitane, autonomie regionali. Per le leggi non bicamerali l'iter è il seguente: la Camera dei deputati avvia il procedimento e dopo l'approvazione invia il testo al Senato che può proporre delle modifiche che possono non essere ...

Referendum costituzionale: Il Senato e il bicameralismo

La riforma incide particolarmente sul bicameralismo e pertanto non posso escludere la comparazione dei poteri del nuovo Senato con quelli della Camera dei deputati. Il Senato oggi . È composto da 315 senatori eletti a suffragio universale diretto, più 5 senatori a vita nominati dal Presidente della Repubblica, più gli ex Presidenti della Repubblica che sono senatori a vita di diritto. Ha gli stessi poteri della Camera dei deputati, infatti può legiferare su tutte le materie di competenza statale o concorrenti con le regioni e può sfiduciare il Governo. Il Senato con la riforma , che diventa il Senato delle Regioni (avevo fatto un breve post mesi orsono quando la riforma era ancora da votare clicca qui ). Sarà composto da 100 senatori, di cui 95 scelti dai consigli regionali che nomineranno con metodo proporzionale 21 sindaci e 74 consiglieri regionali. Non potrà più sfiduciare il Governo e non ha più il potere di legiferare sulle materie di competenza statale. Insieme alla Camer...

Referendum costituzionale: il quesito

Inizio questa rassegna di analisi della riforma costituzionale in vista del referendum del 4 Dicembre con un appunto che riguarda il quesito referendario , anche perché è recente la notizia del ricorso presentato dal M5S e SI. Ovviamente questo è solo un antipasto perché le ragioni del Si e del No dovranno formarsi analizzando i punti chiave della riforma, ed è ciò che farò nei futuri post. La legge che regolamenta la formulazione di un quesito referendario è la n.352/70 in particolare l’articolo 16 secondo il quale: -           Il quesito da sottoporre a referendum consiste nella formula seguente:<Approvate il testo di legge di revisione dell’articolo…(o degli articoli…) della Costituzione concernente … (o concernenti…) approvato dal Parlamento e pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale n. del.. ?>; ovvero <Approvate il testo della legge costituzionale concernente…approvato dal Parlamento e pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale de...